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accueil/la moda/L'arte del trucco in spiaggia: un viaggio tra storia e consigli attuali
la moda

L'arte del trucco in spiaggia: un viaggio tra storia e consigli attuali

dataJul 13, 2026
Read time5 min

Il dibattito sull'opportunità di indossare il make-up in riva al mare è un classico estivo che divide le opinioni: da un lato, chi preferisce esibire un incarnato privo di artifici, protetto solo da un filtro solare elevato; dall'altro, chi non rinuncia a esaltare la propria bellezza con lucidalabbra, ciglia ben definite e zigomi luminosi. È fondamentale, tuttavia, adottare un approccio misurato. Elisa Bonandini, esperta di immagine, sottolinea come il principio del “meno è più” sia l'ideale. Questo non implica un aspetto trascurato, ma piuttosto una scelta consapevole che si adatti al contesto. Infatti, la località balneare gioca un ruolo cruciale: in ambienti glamour come Saint-Tropez o la Costa Smeralda, un tocco di trucco è quasi un must, seppur con discrezione. Al contrario, in baie più remote, un make-up eccessivo risulterebbe fuori luogo, come testimonia la storia stessa di questa pratica, iniziata in modo inaspettato.

La pratica di truccarsi in spiaggia affonda le sue radici nei primi anni '30, sulle coste francesi di Biarritz e Deauville. In quel periodo, la talassoterapia e i bagni di sole stavano guadagnando popolarità, e l'abbronzatura, sdoganata da Coco Chanel, diventava un simbolo di salute e benessere. Le signore dell'epoca sfoggiavano rossetti e cipria, quasi come un accessorio irrinunciabile per le passeggiate in riva al mare. La svolta epocale si ebbe con l'avvento del trucco resistente all'acqua, introdotto nel 1944. Esther Williams, con le sue performance acquatiche, divenne un'icona di perfezione subacquea grazie ai primi cosmetici waterproof, come fondotinta a base di cera e vaselina e rossetti a lunga tenuta, creati da Max Factor, e il primo mascara impermeabile di Helena Rubinstein. Questo permise alle donne di mantenere un aspetto impeccabile anche dopo un tuffo, segnando un cambiamento radicale nelle abitudini di bellezza balneari. Nonostante l'evoluzione, il make-up da spiaggia contemporaneo si orienta verso un look naturale, ma curato, con prodotti mirati a resistere al sole e all'acqua, garantendo un'estetica raffinata e discreta.

L'origine del make-up da spiaggia: dagli anni '30 ai prodotti waterproof

La consuetudine di applicare il trucco in spiaggia ha una storia affascinante che risale ai primi anni Trenta. In quel periodo, località come Biarritz e Deauville, in Francia, divennero centri di tendenza per la talassoterapia e i bagni di sole. Grazie anche all'influenza di figure come Coco Chanel, l'abbronzatura si affermò come simbolo di benessere, e con essa l'idea di apparire impeccabili anche in riva al mare. Le donne iniziarono a sfoggiare rossetto e cipria, trasformando la spiaggia in una passerella di eleganza, un concetto ben lontano dalla naturalezza che molti associano oggi all'ambiente marino. Questo primo approccio al trucco balneare era più una questione di stile e presenza, con un'attenzione particolare a un look curato e sofisticato, che rifletteva le mode dell'epoca e l'immagine di un'aristocrazia e di star del cinema sempre perfette.

La vera rivoluzione nel mondo del trucco da spiaggia avvenne a metà degli anni Quaranta, grazie a figure iconiche come Esther Williams, la “sirena di Hollywood” del film “Bellezze al bagno”. Le sue apparizioni impeccabili dopo le immersioni misero in evidenza l'esigenza di cosmetici in grado di resistere all'acqua. Fu così che Max Factor sviluppò i primi fondotinta a base di cera e vaselina, insieme a rossetti a lunga durata, mentre Helena Rubinstein lanciò il primo mascara resistente all'acqua. Questi prodotti non solo rispondevano alle nuove esigenze sceniche, ma trasformarono anche le aspettative delle donne comuni, che desideravano mantenere un aspetto curato e senza sbavature anche dopo un bagno. Fino agli anni Sessanta, l'attenzione alla cura dell'aspetto in spiaggia rimase alta, per poi lasciare spazio a un desiderio di maggiore libertà e naturalezza negli anni Settanta. L'introduzione di cosmetici waterproof cambiò per sempre il modo in cui le donne si rapportavano al make-up in ambienti acquatici, aprendo la strada a soluzioni sempre più innovative.

Il make-up estivo contemporaneo: tra naturalezza e soluzioni durature

Oggi, il trucco da spiaggia ha compiuto un percorso evolutivo significativo, oscillando tra la ricerca di un aspetto autentico e la necessità di un'estetica raffinata, spesso immortalata da selfie. La tendenza attuale si orienta verso un equilibrio tra naturalezza e un tocco di eleganza, con l'obiettivo di valorizzare i lineamenti senza appesantire. Paola Colombo, make-up artist di Kiko Milano, consiglia di evitare eccessi come ombretti vistosi o correttori troppo coprenti, che sotto il sole possono risultare innaturali o evidenziare imperfezioni. Il focus si sposta su prodotti che offrano leggerezza e resistenza, garantendo un look fresco e duraturo. Il mascara waterproof, in particolare nelle tonalità marroni per un effetto più delicato, è diventato un elemento irrinunciabile per intensificare lo sguardo in modo discreto. Per le labbra, esposte ai raggi solari, un gloss colorato con protezione SPF 30 è la soluzione ideale, unendo idratazione, colore e difesa.

Per chi desidera una soluzione ancora più pratica e duratura, il trucco semipermanente, noto come PMU (Permanent Make Up), rappresenta un'alternativa interessante. Questa tecnica, che utilizza pigmenti naturali, ipoallergenici e bioriassorbibili, offre la possibilità di avere sopracciglia definite, labbra voluminose e palpebre leggermente ombreggiate senza preoccuparsi di sbavature. È fondamentale distinguere il PMU dai tatuaggi tradizionali, poiché i pigmenti utilizzati sono meno invasivi e meno permanenti. Sebbene l'esposizione al sole possa influire sulla durata, i prodotti moderni non sono fotosensibili, rendendo il trattamento adatto anche come scelta last minute prima delle vacanze. Due sedute iniziali sono solitamente sufficienti, con ritocchi necessari ogni 8-12 mesi. È cruciale rivolgersi a professionisti certificati per garantire risultati sicuri ed efficaci. Inoltre, per un tocco finale che metta d'accordo tutti, Elisa Bonandini suggerisce l'uso di mollette e fermagli per capelli: un modo semplice e chic per tenere a bada vento e salsedine, illuminando il viso senza il rischio di sbavature o eccessi.

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