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Capolavori riscoperti: un nuovo allestimento alla Pinacoteca Nazionale di Bologna
La Pinacoteca Nazionale di Bologna ha inaugurato un'iniziativa significativa, riportando alla luce opere d'arte di inestimabile valore che per anni sono rimaste celate nei suoi depositi. Questo ambizioso riallestimento mira a far rivivere lo spirito originale dell'Accademia di Belle Arti, dove la pittura e la scultura dialogavano in una simbiosi artistica. Le opere, sottoposte a un meticoloso processo di pulizia e restauro, sono ora esposte al pubblico, arricchendo l'esperienza dei visitatori e offrendo nuove prospettive sulla storia dell'arte bolognese.
Il progetto, ideato dagli esperti storici dell'arte della Pinacoteca, rappresenta un ponte tra il passato e il presente, riscoprendo le interconnessioni tra diverse forme artistiche. Riportare queste sculture e dipinti nelle sale espositive non significa solo valorizzare il patrimonio custodito, ma anche riattivare una narrazione artistica più completa e coinvolgente. Come sottolineato dal direttore dei Musei Nazionali di Bologna, Luigi Gallo, questa operazione è solo l'inizio di un programma più vasto, che prevede di svelare progressivamente altri tesori nascosti nei depositi del museo, attraverso nuove esposizioni permanenti e approfondimenti tematici.
Tra le prime opere a fare il loro ritorno trionfale ci sono tre capolavori strategicamente collocati lungo il percorso espositivo. Il busto del Guercino, una terracotta di Fabrizio Arrigucci risalente al 1660 circa, raffigurante il maestro centese, è ora ammirabile nella sala dedicata alla sua pittura, offrendo un confronto diretto con le sue tele. Accanto alla celebre Strage degli innocenti di Guido Reni, è stato posizionato lo straordinario busto di Muzio Frangipane, un'opera in terracotta di Alessandro Algardi del 1637-1638, pezzo unico dell'artista nella collezione del museo. Un'altra preziosa aggiunta è la piccola tavola della Madonna col Bambino di Marco Palmezzano (1506/1513), che arricchisce la sezione rinascimentale, dialogando con opere di Cima da Conegliano, Perugino, Francesco Francia e Lorenzo Costa e rappresentando una rara testimonianza del Rinascimento forlivese.
Il progetto di valorizzazione della Pinacoteca non si ferma qui. Nei prossimi mesi, il percorso museale sarà ulteriormente ampliato con nuove scoperte. Sarà esposto il ritratto in gesso di Gaetano Gandolfi, realizzato da Giacomo De Maria nel 1802, che troverà posto nel corridoio barocco. Inoltre, le tre erme dei Carracci – Ludovico, Agostino e Annibale, fondatori dell'omonima Accademia nel 1582 – accoglieranno i visitatori all'ingresso del Salone degli Incamminati, restaurando il contesto storico dell'Accademia. Infine, il Ritratto di gentildonna di Annibale Carracci, un dipinto giovanile recentemente riattribuito, andrà ad arricchire il corridoio dei ritratti barocchi, affiancando il Ritratto della Famiglia Tacconi di Ludovico Carracci e il Ritratto della madre di Guido Reni, completando la ricca collezione ritrattistica carraccesca del museo.
Le opere riscoperte sono ora fruibili al pubblico negli orari di apertura ordinari della Pinacoteca Nazionale di Bologna, situata in Via delle Belle Arti, 56. I visitatori possono immergersi in questa rinnovata esperienza culturale da martedì a domenica, dalle ore 9:00 alle 19:00, con l'ultimo ingresso consentito trenta minuti prima della chiusura. I costi dei biglietti sono di 12,00 euro per l'intero e 2,00 euro per i giovani tra i 18 e i 25 anni, con ingressi gratuiti per i minori di 18 anni e per i possessori di alcune tessere culturali. Ogni prima domenica del mese, l'ingresso è gratuito per tutti, in linea con l'iniziativa ministeriale 'Domenica al Museo'.
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